Soluzioni per il caro energia, dal tetto sul prezzo del gas agli aiuti economici: mercoledì prevista riunione dei tecnici, venerdì giornata decisiva.

I punti per ridurre i consumi
I punti principali del piano Cingolani in Italia.

Nell’immagine di apertura del nostro articolo, in breve i punti principali del Piano Cingolani contro il caro energia. Nel nostro articolo precedente, avevamo parlato di come sia impossibile far rispettare la regola dei 19 gradi per i termosifoni pubblici e privati. Ora, invece parliamo delle prossime mosse dell’Unione Europea, che dovrebbero arrivare durante la settimana entrante.

L’obiettivo è ben chiaro, mettere al riparo aziende e famiglie dall’aumento inarrestabile dell’energia, ma i piani europei per far si che questo avvenga, non sono ancora ben chiari. Come sempre, sul tavolo di Bruxelles, sono tante le idee da discutere e approvare, ma il tempo stringe, perchè è fissato per venerdì l’incontro definitivo con i ministri dell’Energia Ue. Il primo, richiamato anche dalla presidente della Commissione Ue Ursola Von der Leyen, è quella di fissare un tetto al prezzo del gas. Il tetto, o price cap, dovrebbe in primis, riguardare le forniture in arrivo dalla Russia, poi in secondo piano da tutti gli altri Paesi. Ma, per farlo funzionare, tutte le imprese di gestione del gas in Europa, dovrebbero mettersi unite per acquisti in comune, sia per costi che per la gestione.

In secondo piano, se il tetto non passasse, si opterebbe all’acquisto a prezzo di mercato, ma con vendita al consumatore a prezzo calmierato. In parole povere, i singoli Stati si fanno carico di una percentuale sulla bolletta per famiglie e imprese. Terzo, attuare un piano di riduzione dei consumi di energia elettrica, e separare l’utilizzo di fonti non rinnovabili da quelle rinnovabili, dando precedenza all’ultima. In questo modo, si ridurrebbe l’utilizzo del gas, essendo un’energia non rinnovabile. Siamo difronte a bozze, che nelle prossime ore dovranno essere analizzate dagli esperti, ma il tempo stringe davvero, pagando il grave prezzo di una crisi energetica ed economica.

Ogni giorno, parlando del nostro Paese, vediamo commercianti che espongono le proprie bollette sulle vetrine. E’ la maniera più utile, per far conoscere a tutti i cittadini, che spendere 6-7 mila euro di luce per un bar è insostenibile. Da quella vetrina, poi ne conseguono aumenti di prezzo, e nei casi più complicati la chiusura del locale. I Governi Europei, e il nostro, cosa aspettano a decerdersi?

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