Rave party a Modena: la mediazione è riuscita, i partecipanti lasciano il capannone. Disposto il sequestro dell’area. I partecipanti: “Ripuliamo la zona, non siamo criminali”

L’interno del capannone occupato dagli organizzatori del Rave a Modena

Sono durate per l’intera mattinata, le operazioni per liberare l’area dove si è svolto il Rave Party nel Modenese. Il capannone abbandonato, è stato circondato da 300 agenti tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Dopo ore di trattative, gli occupanti hanno abbandonato l’area di propria iniziativa, ripulendola anche dai numerosi rifiuti accumulati.

Dall’inizio delle operazione delle forze di Polizia, sono stati identificati 1000 partecipanti al rave in uscita e 153 veicoli. Questo è il bilancio della Questura di Modena, mentre il deflusso dal capannone è ancora in corso. Nelle prossime ore, la Digos procederà al sequestro della struttura, per gravi rischi strutturali. Per l’intera serata e mattinata, non si sono verificati episodi di tensione, fatta eccezione per l’utilizzo di bombolette spray contro i teleobbiettivi di alcuni giornalisti. La musica continua a suonare a basso volume, dalle autovetture di ragazzi provenienti da tutta Europa, in un’atmosfera totalmente tranquilla. “Non siamo dei criminali, ce ne andiamo via e ripuliamo l’area”, ha dichiarato un’organizzatore alle telecamere di Mattino5.

In giornata, si svolgerà un Cdm presieduto dal Governo Meloni, che in occasione del Rave party di Modena, il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, punta forte il dito sull’accaduto. Sarà presentato in Consiglio, “un’intervento per evitare che simili eventi possano ripetersi con semplicità”. Si punta alla confisca di tutto il materiale utilizzato, dai Camper, fino ad amplificatori e apparecchiature musicali. Verrà emanata un’ordinanza per il ripristino e il recupero delle aree danneggiate. Resta solamente da capire, se il tutto, verrà applicato in forma di Decreto o solamente come nota. I Rave negli anni passati, sono sempre stati protagonisti della politica di centrodestra. In passato, dai banchi dell’opposizione, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, chiesero le dimissioni dell’ex ministro Luciana Lamorgese, per non aver applicato nessun tipo di intervento per bloccare eventi simili.

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