Putin richiama 300mila riservisti. Scatta la fuga e le proteste a Mosca, oltre 1000 i fermati. Torna la minaccia del nucleare

Un’immagine della proteste a Mosca, dopo l’annuncio di Putin

“Combatteremo sempre per la nostra patria, la nostra terra è l’unica che abbiamo, la nostra libertà, la nostra indipendenza e sovranità”, queste sono le parole di Putin, in occasione dei 1.160 anni della fondazione dello Stato Russo. Putin, sottolinea ancora una volta, che l’operazione militare in Ucraina è stata necessaria, per difendere il popolo e la sovranità della Russia. Durante il discorso in tv, il Presidente Russo, richiama 300mila militari riservisti, per una mobilitazione parziale. Quindi, nuova forza militare per ultimare i piani in territorio Ucraino. Ma, l’allarme che spaventa soprattutto l’Unione Europea, è il richiamo “all’utilizzo di tutte le armi a disposizione, compresi gli armamenti nucleari”.

Questo, è il punto della situazione dopo sette mesi di conflitto in Ucraina, che ha portato distruzione e soprattutto ripercussioni economiche per l’Europa e l’Italia. Dopo le dichiarazioni di Putin, in Russia è scattato il fuggi fuggi generale, portando in pochissime ore al completo sold out dei posti sugli aerei. Mentre, da fonti russe, si viene a sapere che al momento sono 1.026 le persone fermate dalle forze dell’ordine, per manifestazioni volontarie dopo gli annunci di Putin in Tv. Secondo l’omg Ovd-Info, le manifestazioni spontanee sono avvenute in almeno 38 città del Paese, e la situazione interna rimane in continuo peggioramento.

Ma, in questo articolo, parliamo anche delle reazioni da parte dei leader esteri. Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ritiene le minacce di Putin “spericolate e irresponsabili”, sottolineando “l’intensione della Russia di cancellare l’Ucraina”. La Cina, rimane invece in una posizione indecisa: “Invitiamo le parti coinvolte, al cessate il fuoco impegnandosi con il dialogo e alle consultazione per arrivare ad una soluzione pacifica”. Così il portavoce del ministro degli Esteri, Wang Wenbin. Ma, dal presidente Xi Jinping, si spinge per la riorganizzazione delle forze armate con attenzione, con riforme d’effetto. La presidente della Commissione Europea, Ursola von der Leyen, riporta: “Con queste dichiarazioni, è evidente che le azioni di Putin sono disperate, da sconfitta”.

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