Cop26 a Glasgow, Obama: “Il tempo sta scadendo, bisogna convincere tutti a salvare il Pianeta”

“Il tempo sta scadendo, abbiamo fatto grandi passi dall’accordo di Parigi. Ora però è necessario farne di più”. Così l’ex Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama apre il suo intervento alla Cop26 di Glasgow. “I cambiamenti climatici, li stiamo già vivendo. Questo in corso è un decennio fondamentale per evitare il disastro climatico”. Chiaramente è un problema importante, soprattutto col passare del tempo, le conseguenze si vedranno in futuro. Riflettiamo, guardiamo per un secondo alla nostra Penisola. Gli inverni ogni anno diventano più caldi, le montagne meno bianche e il padre di tutti i fiumi il Po subisce gravi colpi ogni anno. Per non parlare delle stagioni, che ormai non possono nemmeno definirsi tali. L’Italia, negli ultimi anni è alternata da eventi estremi, come ondate di calore sempre più durature, e maltempo sempre più violento. Da quanto tempo, non vediamo la neve su Milano come se fosse un “raro evento”? Solo venti anni fa era abitudine vedere Piazza Duomo ricoperta da 20 centimetri di Dama Bianca. Ci evolviamo, la nostra richiesta è sempre maggiore, così come lo deve essere la catena di produzione, ma allo stesso tempo perdiamo la bellezza caratteristica del nostro territorio.

Ritornando al discorso di Obama: “L’interesse nel cambiamento climatico, è parte di moltissimi giovani. Questo si riflette sulla Politica, promettendo azioni che non vengono messe all’opera. Si deve agire. Greta Thunberg ha trascinato alla lotta per il clima migliaia di giovani, ora esistono centinaia di Grete”. Obama prosegue ancora: “Protestare è utile, per creare nuove coalizioni, è riuscire a convincere chi ancora non lo è”.

Arrivano contestazioni: “Gli Stati Uniti sono stati fermi”

Dopo il discorso di Obama, arrivano anche delle contestazioni. “Quando avevo 13 anni, nel 2009 avevi promesso 100 miliardi di Dollari per la lotta al cambiamento climatico. Gli Stati Uniti sono stati fermi, continuando ad inquinare senza sosta. Questo costerà vite umane, soprattutto in Africa, territorio più vulnerabile”. Scrive su Twitter, l’attivista Vanessa Nakate.

Invece, l’attivista sedicenne, Alexandria Villasenor scrive: “Non vuoi incontrare i giovani della Cop26. Noi vogliamo i fatti, non un discorso”.

Lo scenario, prospetta entro il 2050, un aumento delle temperature di 2 gradi. Questo comporterebbe il rischio idrico per oltre 800 milioni di persone. Circa 100 milioni, invece sarebbero esposte alla scarsità di cibo, causata dalla siccità nella produzione agricola. Per poi concludere, con oltre 400 milioni di persone a rischio inondazioni, per via dell’innalzamento del livello del mare. Quindi è ora di fare qualcosa.