Boris Johnson si dimette, ma resterà primo ministro ad interim. Il crollo dopo anni di scandali e Brexit.

Ora il Governo Inglese è in bilico, si cerca il successore

Dopo decine di dimissioni dei suoi ministri fidati, dopo che alte cariche politiche gli voltano definitivamente le spalle, Johnson comunica ufficialmente le sue dimissioni dalla guida del Partito conservatore. Il tutto, avviene attraverso un discorso alla stampa, davanti all’ingresso del numero 10 di Downing Street. Ora, la scena politica britannica entra nel caos.

Dopo le dimissioni di Johnson, ora all’interno del partito è corsa al successore. Tutti i legislatori conservatori, possono candidarsi, e i funzionari di partito potrebbero aprire le candidature a breve. Dopo la candidatura, i legislatori dovranno decidere tra i candidati, il nuovo successore. Il voto procederà a turni, ogni volta, il candidato che riceve il minor numero di voti si ritirerà, fino a quando non ne rimarranno due. La procedura, potrebbe svolgersi nel giro di pochissimi giorni, sempre a seconda del numero dei candidati. Gli iscritti al Partito, circa 180.000 persone, attraverso il voto per corrispondenza decideranno quindi chi diventerà il nuovo primo ministro britannico. Non servono, elezioni a livello nazionale. Al momento, l’elenco dei probabili contendenti non è ancora stato definito, in parole semplici i nomi dei candidati.

Al momento, Boris Johnson resterà ancora il primo ministro britannico, fino al termine delle operazioni di voto alla scelta fra i candidati. Theresa May, che precedeva Johnson, è rimasta in carica per oltre un mese, fino alla sua elezione. Nulla leva l’aria di crisi all’interno del Parlamento Britannico, con Johnson che ha nominato nuovi ministri, per sostituire quelli dimessi. Il Governo, ha già cancellato diversi impegni, per mancanza di ministri.

Il quadro, era da tempo ad alto rischio, dimissioni spinte dai comportamenti “poco politici” di Johnson. Informazione Nazionale, vi ricorda ad esempio i party abusivi durante la pandemia Covid, quando intere Paesi erano in lockdown, e piangevano le vittime. Il caos economico in Gran Bretagna, dopo l’uscita dall’Unione Europea, e solamente una delle ciliegine sulla torta.

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