Arresto Matteo Messina Denaro, scoperto e sequestrato un terzo covo del boss. La polizia continua la ricerca di possibili ulteriori covi e abitazioni.

La Polizia sequestra il terzo covo di Matteo Messina Denaro

La polizia, ha scoperto un terzo luogo in cui viveva l’ex latitante e boss, Matteo Messina Denaro, ora in carcere. Si tratta di un appartamento in provincia di Trapani, a Campobello di Mazara. Nello stesso paese, sono già stati individuati i precedenti due covi. Sempre a Campobello, è stata posta sotto sequestro la proprietà della mamma di Andrea Bonafede, il prestanome del boss durante il periodo di latitanza, e nome figurante nei documenti presentati, dal boss, alla clinica “La Maddalena” di Palermo.

Nel terzo “covo”, la polizia ha subito iniziato le procedure di sequestro e il recupero di qualsiasi oggetto o documento possa risultare utile alle indagini. Dagli aggiornamenti sulle perquisizioni al primo covo, le forze dell’ordine non avrebbero ritrovato il tanto discusso “libro delle stragi”, tanto cercato. In giornata, Messina Denaro, ha rinunciato a essere presente in videoconferenza, dal Carcere de L’Aquila, per il processo dove è imputato mandante delle stragi di Capaci e Via d’Amelio. Al momento, le condizioni di salute del boss, non garantirebbero la sua presenza anche nelle sedute successive. Ora, all’interno della struttura penitenziaria, si è sottoposto ad un ciclo di chemioterapia.

Giovanni Luppino, l’autista del super latitante fermato assieme a Messina Denaro presso la clinica, si difende così alle accuse: “Non sapevo che fosse Matteo Messina Denaro. Solo un pazzo poteva accompagnarlo se era a conoscenza che era un boss”.

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