Al Parco dei Principi la Juve si arrende ad un’immenso Mbappè che regala doppietta. Accorcia invece McKennie ma non basta. Finisce 2-1

Kylian Mbappè regala spettacolo al Parco dei Principi

La Juve di Max Allegri, debutta in Champions League con una sconfitta già attesa. Ma, è una prova sul campo utile, per raccogliere tutte le aspettative e per fare chiarezza su cosa manca veramente ai bianconeri per essere grandi. Il Psg, nel suo tempio, durante il primo tempo regala una prestazione calcistica impeccabile, con passaggi millimetrici studiati a memoria, invece nel secondo tempo, la Juve esce prende coraggio, e riesce a tenere occupato Donnarumma. Ma è logico e ben chiaro, che questa sera a fare la vera differenza sono stati i mostri individuali di PSG, Mbappè, Neymar e Messi.

Si inizia con il calcio spettacolo dei padroni di casa, atteggiamento che costringe la signora, a stringersi e difendere molto bassa, e sperare di ripartire in ripartenza. Dopo un paio di buchi di Mendes, Kostic e Milik, riescono a creare un contropiede pericoloso, senza concretizzare l’azione. Il Psg, invece alla primissima occasione del match, Neymar pesca Mbappè in piena area di rigore, con un colpo straordinario beffa la difesa bianconera e porta i parigini in vantaggio. Colpita al 5′ di gioco, la Juve prova ad assestarsi e ripartire. Al 19esimo arriva una chance per Milik, ma sul suo colpo di testa piomba deciso Donnarumma.

A raddoppiare i conti, ci pensa ancora Mbappè a termine di un’azione a dir poco perfetta, con la collaborazione di Verratti e l’ex Inter Hakimi. Lampo fulminante, e il Parco dei Principi schizza. Inizia la ripresa, con la Juve che prova a rientrare in campo più alta, ma nello stesso momento Mbappè fallisce il tris con Messi in supporto assist. Ma, la Juve è viva, al 53esimo McKennie, di testa dagli sviluppi di un corner, la riesce a mettere in rete, anche grazie al soffio di Donnarumma. Nonostante i tentativi all’ultimo con i cambi di Allegri, la Juve esce dal Parco dei Principi tutto sommano con una prestazione positiva, con la differenza che gli avversari in squadra avevano mostri.

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